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ENTE NAZIONALE PER LE STRADE
Compartimento della viabilità con sede in BARI
(Ing. V. Marzi / Geom. A. Mazzeo)
Anno 1999
S.S. 100 di Gioia del Colle
Il filmato racconta il metodo e le attività sviluppate per la risoluzione dell'interferenza fra la variante esterna all'abitato di Gioia del Colle ed il Canale Principale dell'Acquedotto Pugliese.
[ estratto dalla relazione illustrativa di progetto ]
Le esigenze operative ed i vincoli imposti dall'esercizio del Canale in questione, notoriamente riconosciuto come il Vettore Principale dell'Acquedotto Pugliese, sono stati esposti e discussi dai funzionari dell'E.A.A.P. preposti all'Esercizio delle reti ed alla Costruzione delle Opere Esterne agli abitati e con la loro fattiva collaborazione si è giunti a sviluppare questa idea progettuale.Le caratteristiche costruttive del tratto di Canale Principale interessato ai lavori sono le seguenti.
Trattasi di una galleria idraulica che può anche definirsi artificiale perché ha un andamento superficiale ed è parallela al terreno che attraversa. Essa permette al flusso potabile di trasferirsi all'interno di una sezione chiusa, di forma quasi rettangolare, con un modesto arco rovescio alla base e con una calotta a sezione semicircolare a raggio costante.
La portata massima di progetto nella tratta è di 2.600 l/sec, che si raggiungono con un'altezza d'acqua di 1.92 m dal fondo ed un grado di riempimento del 95%.
Per la sua costruzione, negli anni '20, fu seguita la pratica di realizzare una trincea a sezione rettangolare nel terreno indisturbato e quindi, casserando opportunamente dall'interno, di gettare in opera i vari elementi della sezione con l'impiego di un conglomerato cementizio basato su una miscela di inerti e di cemento Portland ad alta resistenza. Le pareti non sono state armate ed il loro spessore si aggira sui 50/60 cm.
Attualmente, il tratto di Canale risulta coperto da uno strato di materiale sciolto riportato con uno spessore di circa 1.50 m, a forma di bauletto trapezoidale, con scarpe degradanti fin verso il piano campagna a Sud e fino a confinare con la S.S. 604 a Nord.
Da quanto detto si ricava l'impressione che il manufatto, nel suo complesso, gode di una discreta stabilità e non risente di fenomeni di dissesto o di cedimento differenziale fra sezioni contigue. Lo stato di conservazione interno, peraltro, è stato giudicato buono/ottimo dal rilievo eseguito negli anni '80 e richiamato nelle premesse.
Non è dato sapere se nella zona di cui trattasi siano state predisposte opere di sottofondazione o di supporto particolare al Canale così costruito che, comunque, non porterebbero intralcio alla buona riuscita dell'intervento, così come progettato.
L'interferenza fra l'asse della strada e l'asse della galleria idraulica si materializza su piani a quote differenti ma obbliga il progettista a risolverla con un intervento a cielo aperto, per evidenti ragioni di sicurezza e di opportunità tecnica.
Il franco risultante fra l'estradosso calotta della prevista galleria artificiale e l'intradosso Canale (teorico perché non è dato conoscerne lo spessore effettivo dell'arco rovescio) è solo di (351.83 - 0.50) - (342.60 + 7.15) = 1.58 m, e risulta esiguo per tentare qualsiasi operazione di sottopasso con scavo a sezione piena.
Ciò perché la natura dei terreni attraversati non offre garanzie di stabilità contro refluimenti laterali e smottamenti operando all'interno della sua massa, né conviene pensare di poter operare agevolmente tenendo in posizione con tecniche particolari il tratto di 30 ml circa di Canale sovrastante le nuove opere.
Per definire l'intervento a realizzarsi si è tenuto conto della previsione progettuale che vuole la realizzazione di una doppia fila di pali di diametro 1.500 mm, a costituire un diaframma di sostegno delle pareti di scavo, con travi strallo in testa, ed una protezione della galleria artificiale, dei servizi e delle abitazioni attigue.
Ciò significa che si è pensato di utilizzare le travi di coronamento dei pali come appoggi di una condotta di scavalco temporaneamente sostitutiva delle opere esistenti. Dovendo operare sulla linea d'asse del Canale con l'impiego di mezzi che hanno una dislocazione notevole per trivellare i pali, risulta necessario deviare la linea d'asse del canale di una adeguata quantità con un by-pass provvisorio.
L'intervento previsto
Conciliando le varie esigenze relative sia alla costruzione della strada che al corretto esercizio del vettore idrico, si è studiata una soluzione che prevede di :
1. interrompere provvisoriamente la continuità del Canale per un tratto di circa 85 m. a cavallo dell'asse della nuova strada;
2. inserire, a monte ed a valle, due opportuni pezzi speciali in acciaio di imbocco e di raccordo fra la sezione esistente in muratura del Canale e i due rami di tubazione in acciaio aventi la funzione di by-pass, l'uno, e di sostituzione del canale, l'altro;
3. deviare il flusso in una tubazione di by-pass laterale, del DN 1800, con uno sviluppo planimetrico a forma di U nella zona limitrofa a Sud, lunga circa 90 m. e posata in apposito cavo sul terreno indisturbato con interposizione di un letto di posa stabilizzato e drenante;
4. demolire il tratto dismesso per consentire l'esecuzione delle opere stradali e dei pali;
5. sostituire il tratto dismesso con una tubazione in acciaio del DN 2200 opportunamente poggiata su pali e pulvini, che scavalca come un ponte-tubo la galleria artificiale;
6. realizzare gli opportuni collegamenti idraulici;
7. dismettere il tratto di by-pass dall'esercizio e procedere alla sua rimozione.
Le operazioni e le attività sono indicate in ordine cronologico dal punto di vista dell'esercizio idraulico dell'adduttore; le fasi da attuare, quindi, si possono vedere come lo svolgimento indipendente di due attività lavorative sottoposte a diversa competenza e sorveglianza:
a) la costruzione della condotta di by-pass, che non coinvolge l'esercizio idraulico delle opere esistenti
b) l'intervento sulle opere di acquedotto in esercizio (il taglio del manufatto cementizio del Canale, l'inserimento di pezzi speciali, il collegamento alla condotta di by-pass, la demolizione del tratto dismesso, la posa della condotta sostitutiva ed il suo allaccio alla linea) comprensivo delle interruzioni del flusso limitato a periodi di poche ore che, per la loro specificità, coinvolgono pesantemente la stabilità e la funzionalità di un sistema acquedottistico su cui l'Ente gestore non delega la possibilità di intervento a soggetti terzi.
La competenza tecnica, operativa e contrattuale, quindi, inerente l'esecuzione dei lavori, risulta prerogativa per quanto indicato al punto a) dell'Ente Nazionale per le Strade e per quanto indicato al punto b) dell'Ente Autonomo per l'Acquedotto Pugliese.
Quest'ultimo, peraltro, come risulta dalla corrispondenza intrattenuta, ha sempre avocato a sé l'attività di intervento diretto sulle sue opere e di alta sorveglianza sulla progettazione generale e sulla realizzazione di opere accessorie, quali il by-pass in questo caso.